i risultati del progetto

 

Il progetto LIFE EC-SQUARE ha avuto come finalità primaria la tutela dello scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) e degli ecosistemi forestali, attraverso la messa in opera di azioni di contrasto alla diffusione dello scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis). La presenza dello scoiattolo grigio in Italia costituisce un grave pericolo per la sopravvivenza dello scoiattolo rosso nel nostro paese e in tutta Europa. Le due specie sono, infatti, in competizione e nelle aree d’introduzione la specie alloctona determina l’estinzione dello scoiattolo rosso. L’area di progetto è costituita dalle tre regioni, Piemonte, Liguria e Lombardia, dove sono presenti numerose e particolarmente ampie popolazioni di scoiattolo grigio. L’area si estende su una superficie complessiva di 54.687 km2.

 

L'obiettivo principale di EC-SQUARE è stato quello di eradicare o controllare le popolazioni di scoiattolo grigio, e una di scoiattolo di Pallas (Callosciurus erythraeus), presenti in queste regioni, al fine di ridurre i rischi connessi alla presenza di queste specie alloctone negli ecosistemi italiani; più in generale ha operato per modificare la percezione nell'opinione pubblica degli interventi gestionali sugli scoiattoli alloctoni e altre specie introdotte.

 

EC-SQUARE ha per la prima volta affrontato in maniera organica la gestione di una specie introdotta in Italia e presente con molte popolazioni. Le attività avviate nel corso del progetto LIFE, con la quasi completa eradicazione della specie in Liguria a Genova Nervi e in almeno due aree in Lombardia e Piemonte e la gestione attiva di molte altre popolazioni, e la loro continuazione nel dopo-LIFE, assicureranno la sopravvivenza dello scoiattolo rosso nell’area di progetto. La rimozione in corso del Callosciurus erythraeus impedirà l’espansione in Italia e in Svizzera di questa specie, evitando ulteriori effetti negativi sullo scoiattolo rosso.

 

Le azioni A1-A3 avevano lo scopo di verificare la distribuzione dello scoiattolo grigio nelle tre regioni del progetto. A fronte di 10 siti di scoiattoli alloctoni noti in Lombardia al momento della presentazione di EC-SQUARE, le attività dell’azione A1 hanno portato a 29 i siti noti di presenza della specie (diventati 36 nel corso della C1). L’azione A1 ha permesso, inoltre, di determinare la specie alloctona di Sciuridae presente nel nord della provincia di Varese come Callosciurus erythraeus. Le attività dell’azione A2 hanno consentito di definire l’area della popolazione italiana di scoiattolo grigio maggiormente estesa e confermare la presenza di altri possibili nuclei, probabilmente composti di pochi individui. L’area di diffusione della popolazione presente nelle province di Torino e Cuneo è ora stimata in oltre 2000 km2, rispetto ai circa 900 km2 stimati nel 2000 e usati come riferimento per la candidatura del progetto EC-SQUARE. Il monitoraggio condotto nel corso dell’azione A3 ha permesso di rilevare in Liguria la presenza dello scoiattolo grigio nella località di S. Ilario (comune di Genova) e a Bogliasco, oltre a Nervi. Il censimento condotto a Genova Nervi ha permesso di stimare 197 individui (range 132-294; nel 2002: 181, range 115-286). Si può quindi ritenere che i parchi di Genova Nervi mantenevano una densità elevata di scoiattoli grigi (densità 18,4-19,5 ind./ha), anche grazie al continuo foraggiamento da parte dei visitatori.

 

L’azione A4 ha previsto l’esecuzione di un sondaggio sulla percezione del problema legato alla presenza dello scoiattolo grigio in Italia e le possibili soluzioni affidato alla Società Eurisko. Dal sondaggio è emersa una conoscenza limitata nei cittadini delle due specie di scoiattoli e degli impatti causati dallo scoiattolo grigio, un sostegno diversificato per le diverse opzioni gestionali previste nel progetto, un incremento del sostegno ad azioni di eradicazione se supportate da Regioni, Comunità Europea e Associazioni ambientaliste. I risultati del sondaggio sono stati integrati nel CAP e sono stati un utile supporto per indirizzare la strategia comunicativa di EC-SQUARE (Azione D1).

 

Il General Management Plan (A5) chiamato Progetto di Gestione dello scoiattolo grigio è stato prodotto in tre documenti separati, uno per regione. Questi descrivono nel dettaglio le possibili opzioni gestionali per il controllo e l’eradicazione delle popolazioni di scoiattolo grigio. L’unità scientifica della Task Force ha prodotto i Pest Risk Assessment (PRA) per gli scoiattoli introdotti in Italia (A6) http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/al._7.3.2_pest_risk_asssessment.pdf

 

http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/a6-1_risk_assessment_per_callosciurus_erythraeus.pdf

 

La Task Force (A7) ha collaborato con il MATTM per la preparazione di un decreto interministeriale sul divieto del commercio dello scoiattolo grigio e di altre due specie di scoiattoli alloctoni, pubblicato sulla GU il 02/02/2013.

 

Nel contesto del sopra citato Progetto LIFE è stato inoltre sviluppato un sistema di supporto decisionale (DSS decision support system ) utile alla corretta identificazione delle migliori azioni da effettuare, in funzione dei principali fattori relativi a natura, consistenza e localizzazione delle popolazioni alloctone oggetto di intervento, nonché del contesto sociale. Il DSS è scaricabile come file eseguibile su http://biocenosi.dipbsf.uninsubria.it/DSS/EC-SQUARE_DSS.zip

 

L’azione C1 ha avviato le attività di gestione degli scoiattoli alloctoni in Lombardia. La notevole estensione della distribuzione dello scoiattolo grigio in Lombardia ha portato a rivalutare gli obiettivi dell’azione C1 procedendo comunque con la gestione della specie in parte delle aree occupate. Si è quindi iniziato a operare nella porzione orientale della regione, dove le condizioni di diffusione della specie, il supporto di diversi stakeholder istituzionali e la presenza degli animali in aree poco urbanizzate, facevano ipotizzare minori difficoltà operative. Si è inoltre deciso di intervenire anche nell’area con Callosciurus. Uninsubria ha condotto le catture, in collaborazione con gli Enti di competenza, in 4 delle 8 macro aree individuate dal PGS: Alto Varesotto, Lambro Settentrionale, Adda e Triangolo Lariano. Il successo di cattura è stato valutato considerando il numero di animali catturati nelle singole aree rispetto alla consistenza stimata nell’area stessa. La consistenza della ‘popolazione’ nell’area di cattura è stata valutata con il metodo Catch Per Unit Effort (CPUE) che stima la consistenza iniziale mediante una procedura di regressione degli animali catturati nel tempo. Tutti gli animali rimossi sono stati conferiti all’Università di Milano per l’effettuazione di analisi micro e macroparassitologiche e sui parametri riproduttivi. Le attività di rimozione nelle quattro macroaree oggetto della gestione di scoiattoli alloctoni hanno portato a una limitazione della diffusione degli scoiattoli alloctoni e una riduzione, anche sostanziale, delle popolazioni presenti nelle macroaree Alto Varesotto, Lambro Settentrionale, Adda e Triangolo Lariano. Per alcuni siti si è giunti inoltre alla completa rimozione degli sciuridi alloctoni. Le attività di eradicazione /controllo dei nuclei di scoiattoli alloctoni continueranno nel dopo LIFE, secondo le priorità d’intervento definite nel Grey squirrel permanent control plan per la Lombardia.

 

L’azione C2 ha previsto le attività di gestione degli scoiattoli alloctoni in Piemonte. L’analisi della superficie occupata dallo scoiattolo grigio, la sua estensione e frammentazione ha portato ad avviare una strategia di controllo in alcune aree per verificare la possibilità di limitare l’espansione dello scoiattolo grigio e assicurare la conservazione di popolazioni vitali di scoiattolo rosso. Successivamente, si procederà a una estensione delle attività di controllo a tutto il territorio interessato dalla specie alloctona. Le attività di controllo dello scoiattolo grigio sono iniziate nel settore sud e ovest di espansione. In base a un’analisi delle tipologie ambientali presenti nell'area di diffusione dello scoiattolo grigio e favorevoli alla presenza della specie, gli interventi di controllo sono stati programmati in tre tipologie ambientali: 1) parchi privati, collegati a residenze storiche, con presenza di residui forestali, in grado di ospitare densità elevate di scoiattoli grigi e con funzione di aree 'source' (centri di diffusione degli animali verso l'esterno); 2) boschi planiziali estesi con presenza residua di scoiattoli rossi e processi di colonizzazione da parte degli scoiattoli grigi con l'obiettivo di mantenere popolazioni vitali di scoiattolo rosso; 3) tratti fluviali dove permane una, seppur ridotta e non continua, copertura forestale. Queste aree sono corridoi di espansione dello scoiattolo grigio. L’obiettivo all’interno dell’azione C2 è stato quello di verificare la possibilità di interrompere il processo di espansione. L’avvio delle attività di rimozione in Piemonte ha subito dei ritardi legati: 1) a tre ricorsi contro gli atti autorizzativi regionali; 2) alla cancellazione della legge regionale che regolava gli interventi di controllo della fauna; 3) a problemi di rapporti con la DG Ambiente della Regione Piemonte e con le Province. Superate queste criticità le attività di cattura, dopo una parte sperimentale nel 2013, sono riprese in maniera continuativa nel 2014. A Cuneo le catture sono state condotte in 10 aree: 7 parchi privati, 3 boschi planiziali estesi e 1 tratto fluviale con presenza delle due specie. A Torino le rimozioni hanno riguardato atre 6 aree private. Tutti gli animali rimossi sono stati conferiti all’Università di Torino per l’effettuazione di analisi micro e macroparassitologiche e sui parametri riproduttivi. UniTO ha collaborato con il Parco regionale La Mandria (Provincia di Torino) nell’eradicazione di un piccolo nucleo di scoiattoli grigi. L'area in questione comprende il bosco planiziale più esteso del Piemonte e della Pianura Padana, la rimozione degli scoiattoli grigi presenti e il mantenimento di una popolazione vitale di scoiattoli rossi è quindi un risultato importante. Nel suo complesso l’intervento sta portando a una forte limitazione della specie nell’area di gestione. Gli interventi hanno consentito di salvaguardare le popolazioni di scoiattolo rosso in tre boschi planiziali estesi (La Mandria e due boschi a Staffarda) e a iniziare le attività di conservazione dello scoiattolo rosso in un’altra area del Cuneese. Inoltre gli interventi in un’area fluviale del cuneese hanno portato a un notevole incremento degli scoiattoli rossi presenti. Le attività di controllo continueranno nel dopo LIFE. Inizialmente secondo lo schema adottato nel corso del LIFE, con la collaborazione delle province di Torino e Cuneo e la presenza delle guardie provinciali. In seguito all’approvazione di una nuova legge regionale sulla gestione faunistica, si vedrà come integrare ulteriore personale per i controlli in base a quanto previsto dalla normativa.

 

L’azione C3 ha previsto l’eradicazione della popolazione di scoiattoli grigi presente a Genova Nervi e in aree limitrofe, mediante la cattura e sterilizzazione chirurgica degli animali. Il PGS Liguria prevedeva nella sua stesura iniziale la cattura, sterilizzazione e il mantenimento in cattività degli animali sterilizzati. A seguito di una forte campagna di opinione sollevata da alcuni gruppi contrari al progetto, alimentata anche da numerosi articoli di stampa, la Task Force ha optato per la liberazione degli animali sterilizzati in altre parchi urbani della città di Genova (Villa Gambaro e Valletta Cambiaso). Agli animali operati sono stati effettuati controlli sull'eventuale presenza di parassiti o patologie, prelevando anche campioni biologici per esami più approfonditi da parte dell’IZS di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta o di altre istituzioni. A fine progetto sono stati catturati e rimossi 324 scoiattoli grigi: nessuno di essi è deceduto durante le fasi di cattura e trasporto alla clinica veterinaria, mentre 23 sono deceduti durante la degenza pre- o postoperatoria. Consulta il relativo documento su http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/c3-1_best-practice_guidelines_eradication_through_neutering.pdf

 

La scelta di utilizzare tecniche di controllo incruente si è rivelata assai dispendiosa, oltre che in termini economici, anche sotto il profilo organizzativo per ridurre al minimo la mortalità degli animali da sottoporre alla sterilizzazione: nei primi tempi, a densità abbondanti, le catture sono state autolimitate dalla necessità di ridurre il numero di capi da conferire alla clinica veterinaria per rispettare i tempi richiesti per una buona esecuzione degli interventi chirurgici. Inoltre, soprattutto all'inizio, si sono verificati atti vandalici alle trappole. Nel tempo, grazie a una continua e paziente opera di informazione effettuata dagli operatori addetti alle catture verso gli abituali fruitori dei parchi di Nervi, il comportamento ostile al progetto si è trasformato in un più moderato atteggiamento critico. Per superare queste criticità, con la seconda modifica sostanziale sono state individuate risorse per l'implementazione di un ufficio stampa Liguria, l'organizzazione di attività di informazione per giornalisti, veterinari e negozi di animali e controllo della correttezza delle informazioni diffuse tramite social network. La strategia è stata quella di spostare la discussione da un livello emotivo/vertenziale, condizionato soprattutto dall'approccio ideologico delle frange animaliste più estreme, a uno maggiormente radicato su basi scientifiche. Le attività di monitoraggio e rimozione dei pochi scoiattoli ancora presenti sono continuate dopo la fine del progetto, portando alla cattura di solo 4 animali in 4 mesi. L’eradicazione della popolazione di scoiattoli grigi da Nervi è quindi pressoché completa. Il progetto costituisce la prima eradicazione condotta con cattura, sterilizzazione chirurgica e rilascio degli animali.

 

L’azione C4 ha previsto la redazione di Linee Guida Forestali (LGF) per la conservazione dello scoiattolo rosso.

 

http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/lineeguidagestioneecosistemi.pdf

 

Le LGF sono state applicate in due aree protette, nell’ambito di interventi forestali già in previsione, utilizzando fondi regionali extra LIFE dedicati alla realizzazione della rete ecologica regionale. Il progetto prevedeva anche la possibile reintroduzione dello scoiattolo rosso in aree dove si fosse ritenuto utile favorire il processo di colonizzazione con traslocazioni di animali. Poichè si è verificato che in molte delle aree soggette a rimozione di scoiattoli alloctoni si registrava un aumento delle catture di scoiattoli rossi, a indicare un processo di ricolonizzazione spontaneo a seguito della rimozione della causa limitante (scoiattoli alloctoni), la reintroduzione dello scoiattolo rosso non si è resa necessaria, pertanto non è stata attuata.

 

L’azione C5 prevedeva la verifica dell’efficacia di speciali feeding hopper preparati dalla Forest Commission (UK) e considerati “red-only” poiché consentirebbero l’alimentazione supplementare di questi animali anche in presenza di scoiattoli grigi. I feeding hopper non si sono dimostrati selettivi, e sono stati ampiamente utilizzati anche dallo scoiattolo grigio. Si è quindi ritenuto inutile utilizzarli per fornire alimento supplementare allo scoiattolo rosso nelle aree di controllo e rimozione dello scoiattolo grigio. Inoltre, data la loro non selettività, non sono state prodotte delle linee guida specifiche per il loro utilizzo. http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/c5-1_artificial_supplementary_feeding_of_red_squirrel.pdf

 

 

 

L’azione C6 ha avuto lo scopo di verificare la vocazionalità dei parchi urbani di Genova nei confronti dello scoiattolo rosso e la presenza di questa specie nei parchi stessi. L’attività ha previsto sopralluoghi con raccolta di informazioni e analisi delle tipologie vegetazionali di diversi parchi urbani di Genova; in molti di essi è stata confermata la presenza dello scoiattolo rosso. Nel 2012 sono quindi iniziate le attività di supporto allo scoiattolo rosso con la collocazione di mangiatoie, cassette nido con relative fototrappole e cartelli esplicativi del progetto.

 

http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/c6-1_guidelines_for_management_of_red_squirrel_populations_in_urban_parks.pdf

 

L’azione prevedeva anche l’eventuale reintroduzione dello scoiattolo rosso nei parchi di Genova Nervi, come ‘compensazione sociale’ alla rimozione degli scoiattoli grigi, se questa avesse raccolto il supporto degli stakeholder interessati. Tuttavia non si è potuto ottenere l'avallo all’operazione da parte del Comune di Genova, proprietario dell'area, e si è quindi dovuto soprassedere.

 

Il progetto è stato fortemente ostacolato da alcune associazioni animaliste e da gruppi organizzati a livello locale, in tutte le Regioni coinvolte dal progetto, ma in particolare a Genova, dove la previsione progettuale di gestione degli animali presenti in un parco urbano molto frequentato hanno sicuramente favorito l’attenzione mediatica e l’avversione iniziale agli interventi. In particolare si possono segnalare: 3 ricorsi al TAR e 2 ricorsi al Consiglio di Stato di Piemonte e Liguria, interpellanze al Governo a Camera e Senato, interrogazioni ai Consigli Regionali di Lombardia, Piemonte e Liguria, discussioni presso la Commissione Ambiente della Provincia di Milano con audizione del Project Manager e del rappresentante di RLom, richieste di accesso agli atti presso le tre Regioni, Province, Parchi, Università dell’Insubria, raccolta firme a livello locale e nazionale, una petizione al Parlamento Europeo, mail bombing contro gli indirizzi di posta elettronica di UniGE e RLom. A questo vanno aggiunti atti di vandalismo diffusi e atti di intimidazione (e.g. foto di membri della Task Force e di altri operatori nel progetto su siti web con indicazione del ruolo di sterminatori di scoiattoli). Tutte queste attività di contrasto sono state affrontate della Task Force sia a livello tecnico, intervenendo quando necessario per modificare le azioni in corso, sia a livello comunicativo, intensificando gli incontri con gli stakeholder, anche quelli più estremi nell’opposizione, e le attività di comunicazione con i giornalisti e il pubblico in genere. Questo ha portato a una discussione più civile con la maggior parte dei gruppi che originariamente si opponevano al progetto e anche ad incontri fra membri della Task Force e gruppi animalisti locali per arrivare a una soluzione congiunta del problema scoiattolo grigio in alcuni settori chiave.

 

Le attività di comunicazione che hanno avuto come obiettivi generali di:- Trasmettere informazioni a livello locale e nazionale sugli effetti della competizione tra lo scoiattolo grigio, specie introdotta, e lo scoiattolo rosso nativo, in modo da aumentare l’accettazione sociale delle attività di gestione della specie introdotta.- Ridurre la percezione negativa delle attività di controllo nelle autorità e altri ‘Policy maker’ e nei cittadini in generale.- Spiegare il ruolo e le funzioni del progetto e sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi della biodiversità forestale, determinando un ampio supporto per gli obiettivi EC-SQUARE.- Diffondere informazioni sugli impatti prodotti su specie ed ecosistemi dalla presenza di specie aliene e, in particolare, gli effetti negativi dello scoiattolo grigio.

 

Le attività di informazione e sensibilizzazione sono state sviluppate nell’ambito delle azioni D1-D5, che avevano i seguenti obiettivi.

 

D.1: strategia di comunicazione Obiettivi: produrre un piano di comunicazione (CAP) e definire una campagna informativa allo scopo di cambiare l’attitudine del pubblico e degli stakeholder nei confronti del controllo dello scoiattolo grigio e aumentare la consapevolezza dell’importanza dello scoiattolo rosso e del suo ruolo all’interno degli ecosistemi forestali. http://www.rossoscoiattolo.eu/communication-action-plan

 

 

 

Il CAP ha recepito i contenuti del sondaggio e ha individuato i temi e i messaggi chiave del progetto, rinominato ai fini comunicativi in ROSSOSCOIATTOLO, elaborato un logo identificativo e una linea grafica per la comunicazione, identificato gli stakeholder, proposto una strategia di comunicazione. In totale sono stati organizzati 88 incontri con stakeholder, autorità e cittadini in generale. Nel corso del progetto le risorse destinate alla comunicazione sono state incrementate allo scopo di intensificare le attività finalizzate a ridurre le opposizioni alle attività di cattura. Questo ha permesso di dare degli incarichi a società specializzate e associazioni per un loro supporto alla comunicazione.

 

D.2: materiali e interventi di educazione ambientale Obiettivi: migliorare le conoscenze nei ragazzi delle scuole primarie e secondarie, il pubblico in generale e gli stakeholder sul ruolo ecosistemico dello scoiattolo rosso e gli impatti causati dallo scoiattolo grigio; in particolare l’azione divulgativa nei confronti degli scolari ha lo scopo di raggiungere anche le loro famiglie, ampliando in questo modo la loro efficacia. L’attività ha previsto la realizzazione di un Kit contenente il gioco interattivo ‘Che fine ha fatto Mr. Red’. http://www.rossoscoiattolo.eu/kit-didattico

 

Nell'anno scolastico 2012/2013 sono state coinvolte 131 classi in attività di educazione ambientale sul progetto, che hanno previsto una gara di creatività con la produzione di elaborati. Ulteriori attività, con il coinvolgimento di altre classi, sono state organizzate nei due anni successivi. L’azione ha previsto anche la produzione di prototipi (6 in Lombardia, 4 in Piemonte e 2 in Liguria): strutture innovative pensate per favorire l’osservazione degli scoiattoli in natura e quindi volte a incrementare nella popolazione la percezione di “contatto” diretto con lo scoiattolo rosso. http://www.rossoscoiattolo.eu/sites/default/files/documenti/caratteristiche_costruttive_osservatorio_0.pdf

 

D.3: sito web Obiettivi: mettere online il sito web di progetto quale strumento principale di divulgazione delle attività di EC-SQUARE, rendendo disponibili agli stakeholder, e al pubblico in generale, informazioni, materiali divulgativi e scientifici, occasioni di interazione con la Task Force di progetto. Il sito web di progetto è stato al centro della comunicazione ed è stato molto seguito (oltre 57.000 accessi, più del doppio di quanto previsto); è stato continuamente aggiornato con News, Newsletter, documenti, materiali fotografici e video. Abbinate al sito web sono state attivate due pagine Facebook: una generale di progetto e una specifica per la Liguria.

 

D.4: realizzazione del filmato Obiettivi: produrre un documentario professionale e uno tecnico sulle attività di progetto, l’approccio culturale e scientifico alla gestione delle specie alloctone con particolare riferimento allo scoiattolo grigio e ai suoi impatti, la necessità di conservare le specie autoctone quale elemento fondamentale della biodiversità locale e nazionale e parte fondamentale degli ecosistemi. I due video sono stati prodotti; il filmato sul progetto è stato proiettato in ogni occasione pubblica lo consentisse. http://www.rossoscoiattolo.eu/video/scoiattoli-da-salvare-anteprima-del-video-documentario-del-progetto-rossoscoiattolo

 

D.5: scambi con altri esperti di scoiattoli e specie introdotte Obiettivi: promuovere attività di networking con altri esperti europei di scoiattoli e gestione delle specie introdotte; divulgare a livello internazionale le problematiche relative all’introduzione dello scoiattolo grigio e alla conservazione dello scoiattolo rosso, le metodiche sviluppate e i risultati raggiunti dal progetto EC-SQUARE.L’azione di networking è stata molto intensa; il PM e altri membri della TF hanno partecipato a 15 eventi (convegni e congressi, nazionali e internazionali) presentando parte dei risultati; sono stati invitati 16 ricercatori e manager in visita al progetto per un confronto su criticità, tecniche e risultati. La Task Force ha prodotto 6 articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed; altri sono in preparazione.

 

Le azioni C1-C3 hanno adottato metodologie standardizzare per la cattura degli animali. Nell’ambito delle azioni C1-C2 è stato messo a punto un protocollo di soppressione eutanasica che potrà essere di riferimento per progetti analoghi; nella C3 si è provveduto per la prima volta alla sterilizzazione chirurgica degli animali. Le attività di comunicazione sono state una componente fondamentale del progetto e hanno richiesto un notevole sforzo di personale ed economico.

 

I Benefici ambientali diretti comprendono: - La rimozione della specie invasiva da circa 3000 ha di superficie forestale e la ricolonizzazione di queste aree da parte dello scoiattolo rosso. - La pressoché completa eradicazione dello scoiattolo grigio a Genova Nervi e in aree limitrofe (le catture degli ultimi animali sono in corso nel dopo-LIFE) - L’avvio di attività di rimozione finalizzata all’eradicazione di scoiattoli alloctoni in 4 macroaree (su otto totali) della Lombardia; - In Piemonte nell’ambito di EC-SQUARE sono iniziate le attività di controllo della popolazione di scoiattolo grigio più estesa in Italia ed è stato eradicato un piccolo nucleo disgiunto.

 

L’effetto positivo degli interventi condotti è testimoniato dai processi di ricolonizzazione in corso da parte dello scoiattolo rosso di aree dove gli scoiattoli grigi sono stati rimossi. I rischi per lo scoiattolo rosso permangono, poiché solo la completa rimozione dello scoiattolo grigio o, in subordine, un esteso controllo delle popolazioni rimanenti potrà assicurare il mantenimento di popolazioni vitali della specie nativa nel lungo termine.

 

L’intervento condotto a Genova Nervi rappresenta il primo progetto di eradicazione di una popolazione di specie alloctona attraverso la cattura e sterilizzazione chirurgica degli animali condotto in Italia, nonché uno dei primi al mondo. Il progetto è caratterizzato da aspetti di forte innovazione rispetto alle procedure tradizionali di eradicazione.

 

In Lombardia, dove lo scoiattolo grigio è presente con molti nuclei, è stato realizzato un Decision Support System (DSS), al fine di rendere più agevole e standardizzata l'operazione di identificazione delle modalità operative per ciascuna area e per individuare una scala di priorità. Tale sistema è in grado di orientare la scelta delle possibili tipologie di intervento, di fatto svolgendo un ruolo di “supporto guidato” nel processo decisionale.

 

Le linee-guida per la gestione forestale favorevole allo scoiattolo sono state attuate in tre parchi regionali; è previsto il loro utilizzo in altri interventi forestali promossi da RLom, in collaborazione con ERSAF.

 

Il progetto ha generato dei benefici economici; altri sono previsti nel lungo termine. In particolare: - Sono stati realizzati nelle tre regioni 12 ‘osservatori’ per favorire l’osservazione degli scoiattoli in natura. - Due società sono state incaricate di svolgere attività di educazione ambientale nelle tre regioni, un’altra ha avuto incarico per attività in Lombardia e una associazione ambientalista ha avuto incarico per attività di comunicazione ed educazione in Liguria. - Le Università hanno reclutato il Project Manager a tempo pieno, 5 Junior Technical Project Assistants e 1 Wildlife Manager con contratti temporanei part-time per le azioni A1-A3 e 7 Junior Technical Project Assistants e 1 Wildlife Manager con contratti temporanei part-time per le azioni C1-C3 - I veterinari della Clinica contrattualizzata a Genova hanno potuto sterilizzare oltre 300 scoiattoli, acquisendo un’esperienza professionale unica in Italia e sviluppando un protocollo clinico che potrà essere proposto in futuro come modello di riferimento.

 

Gli effetti sociali del progetto hanno riguardato soprattutto una maggiore consapevolezza a livello locale e nazionale dei problemi legati all’introduzione di specie alloctone e agli impatti che queste esercitano sugli ecosistemi e sulla biodiversità. Da questo punto di vista EC-SQUARE è stato un progetto pilota, poiché ha considerato la gestione di una specie esotica ‘carismatica’ e quindi con un forte impatto emotivo sul pubblico. Le attività di disseminazione hanno riguardato diversi livelli, dal pubblico e gli stakeholder locali a quelli nazionali, oltre ai bambini delle classi primarie e secondarie, anche quali moltiplicatori dei messaggi presso i genitori. L’elevata attenzione mediatica sul progetto, con un articolo sulla stampa in media ogni settimana per quattro anni, testimonia della criticità degli argomenti affrontati.

 

Come continueranno le attività del progetto nel futuro? Info su http://www.rossoscoiattolo.eu/after-life-communication-plan