Che ruolo ha l'uomo

L’uomo è la specie che maggiormente modifica gli ambienti ed è responsabile dell’alterazione e della distruzione degli ecosistemi. La distruzione degli habitat è la prima causa di perdita degli ambienti ed estinzione delle specie. L’introduzione di specie alloctone con il conseguente squilibrio ecologico che spesso si viene a creare è considerato il secondo fattore di maggiore impatto.

Nel corso della storia la specie umana ha intenzionalmente portato nuove specie in un determinato territorio, spesso per motivi alimentari, economici, o a scopi ricreativi o ornamentali; in altri casi, alcune specie sono state trasportate involontariamente insieme all’uomo e si sono diffuse in ambienti nuovi. Tale fenomeno, in passato piuttosto limitato come entità, sta diventando sempre più diffuso e importante. Con la globalizzazione, l’aumento degli scambi commerciali, del turismo e del trasporto di merci tra paesi diversi, il fenomeno di diffusione delle specie alloctone aumenta ora in modo esponenziale.



Secondo il Millenium Ecosystem Assessment, il rapporto del 2005 che ha valutato gli effetti delle modifiche ambientali sulle condizioni di vita dell’uomo, l’introduzione di specie alloctone è diventata la seconda causa nella perdita di biodiversità nel mondo.

Le specie aliene introdotte rappresentano il fattore chiave nel 54% dei casi conosciuti di estinzione di specie animali; la sola causa nel 20% delle estinzioni (Clavero & Garcìa-Berthou, 2005 Trends in Ecology and Evolution, 20(3): 110)

La presenza di specie invasive ha un impatto non solo a larga scala e sull’ambiente che ci circonda ma anche sull’uomo stesso e sulla nostra vita, provocando anche rilevanti impatti sanitari: basti pensare alla zanzara tigre, introdotta accidentalmente, o all’ambrosia, pianta erbacea che causa allergie e problemi respiratori.

In Europa le specie introdotte causano danni a infrastrutture, agricoltura, foreste, pesca e salute umana per 9,6 miliardi di euro l’anno; considerando i costi legati alla gestione delle specie introdotte, le perdite salgono a 12,5 miliardi €/anno (Kettunen et al. 2009)

Agire è possibile e in molti casi necessario se vogliamo arrestare la perdita di biodiversità. Le esperienze scientifiche dimostrano che è possibile intervenire, adottando strategie di prevenzione e rimuovendo in alcuni casi specie invasive particolarmente dannose.

La necessità di agire è anche ribadita dall’Unione Europea che ha avviato una campagna di informazione sulle specie invasive [inserire link al documento] e ha avanzato alcune proposte relative a una strategia comunitaria di lotta alle specie invasive introdotte (Genovesi e Shine 2004)

Tutti noi possiamo fare qualcosa: la tutela della biodiversità dipende dalla consapevolezza e dalla collaborazione di tutti noi e i nostri comportamenti possono fare la differenza. Aiutaci a rendere tutti più consapevoli dei danni creati dalle specie invasive ed evita di rilasciare nell’ambiente animali o piante esotiche.